Coltivare l’Erisimo: la (bellissima) sorpresa che non ci aspettavamo dal campo!
- Sandra Pignatta

- 11 lug 2025
- Tempo di lettura: 1 min

Ammettiamolo: quando abbiamo seminato l’erisimo (Sisymbrium Officinale), non eravamo proprio carichi di aspettative.
L’idea era: “Proviamo, dai. Al massimo avremo mosso un po’ di terra e fatto ginnastica zappando.” E invece... ta-daa! le piantine sono spuntate e hanno fatto capolino!
Ma cos’è l'erisimo?

Per chi se lo sta chiedendo: l’erisimo è anche noto come “erba dei cantanti”. Perché aiuta a ritrovare la voce quando se ne va in vacanza (tipo dopo un karaoke un po’ troppo sentito). È una pianta selvatica, umile ma piena di risorse: fa bene alla gola, si può usare negli infusi e – udite udite – anche in cucina!
Come l’abbiamo seminato?
Senza troppi fronzoli: abbiamo scelto una zona adatta del nostro campo, reso il terreno bello soffice e drenato e sparso i minuscoli semini. Poi... incrociato le dita.
La primavera è arrivata e, insieme ai pollini e alle allergie, sono arrivate anche le nostre piccole piante di erisimo! Le abbiamo viste spuntare, crescere, conquistare il loro spazio tra le infestanti.

Le abbiamo coccolate: un po’ d’acqua quando serviva, via le infestanti che provavano a fare le prepotenti, e tanta attenzione.
E poi?
Le abbiamo raccolte! Con delicatezza, rispetto e un pizzico di orgoglio. Alcune le abbiamo lasciate lì, belle e intatte, per farle andare a seme – così l’anno prossimo potremo replicare l’esperimento (che ormai è promosso a pieno titolo!).

Cosa abbiamo imparato?
Che a volte la terra ti sorprende. Che vale sempre la pena seminare, anche senza troppe certezze. E che l’erisimo non solo è una pianta utile e interessante... ma anche decisamente simpatica da coltivare.



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